La storia di Pirano

pirano.jpg L’antica città marinara di Pirano si estende all’estremo margine dell’omonima penisola, che si restringe gradualmente tra il golfo di Strugnano e quello di Pirano. La penisola termina con punta Madonna, estrema propaggine nord occidentale dell’Istria. L’etimologia del nome Pirano e’ controversa: alcuni studiosi propendono per la derivazione dal celtico bior-dun, che significa località sul colle, mentre altri la fanno risalire al greco pyr – fuoco, in quanto nell’antichità’ venivano accesi sul promontorio dei fuochi per indicare la rotta ai naviganti che si dirigevano all’attigua colonia di Aegida, vicino all’odierna Capodistria.

La cittadina e’ molto pittoresca: le mura con le torri le fanno da corona e, dalle pendici, i tetti rossi degradano, esposti a mezzogiorno, fino a punta Madonna, La città vecchia e’ costituita da un complesso di costruzioni venete, nelle strette calli lastricate, fra scalinate e portici, nei campielli e nelle piazzette, le case barocche e gotiche sono numerose, con finestre ad archi acuti, e si inseriscono fra le basse case che furono dei pescatori e dei salinai. Dall’alto di questa propaggine arenacea, dal fianco settentrionale spaccato, rigido e spoglio per l’impeto della bora, irrobustito alla base da una muratura poderosa e da arcate sostenute da piloni appoggiati alla pendice, spicca e signoreggia il Duomo di Pirano, il cui campanile, come un faro, si vede in tutto l’arco del golfo di Trieste.

Oggi la città e’ il centro amministrativo del comune e, assieme alla vicina Portorose, importante località di villeggiatura marittima, con numerose istituzioni culturali, case di riposo, alberghi e ristoranti, nonché sede di importanti manifestazioni culturali.

La prima citazione della città fu a cura dell’Anonimo Ravennate, nel sec. VII, che la definì Piranon, nell’elencare nella sua opera Cosmographia i nomi delle località romane della costa occidentale dell’Istria.

Nonostante l’incerta origine del nome, e’ fuor di dubbio che già nell’epoca preromana esistevano nell’entroterra insediamenti celtici ed ancor prima del popolo illirico degli Istri, che si occupavano di caccia, di agricoltura, di pesca, ed erano pure dediti alla pirateria, mettendo in pericolo le rotte commerciali dell’Impero Romano nell’Adriatico settentrionale.

Con la conquista romana dell’Istria, avvenuta nel 178/177 a.C. ebbe inizio la colonizzazione della penisola. Così sorsero nelle vicinanze di Pirano le prime ville rustiche, ma un massiccio insediamento della punta risale al periodo successivo che coincide con il declino dell’Impero romano, verso la fine del sec. V, quando per sfuggire alle scorrerie delle popolazioni barbare provenienti da oriente la popolazione soleva rifugiarsi sulle isole e penisole della costa, edificando fortificazioni e castelli in cui trovare riparo.

Pirano divenne nel sec. VII sotto il dominio di Bisanzio un “castrum” importante e ben fortificato e da qui ebbe inizio il suo sviluppo urbano. Già alla fine del sec. VI si ebbero le prime invasioni degli Slavi in Istria, ai quali seguì una graduale colonizzazione slava, che divenne ben accetta solamente all’atto della conquista carolingia, nel 788. I Franchi inclusero amministrativamente l’Istria nella marca del Friuli, sostenendo l’insediamento delle popolazioni slave nell’entro terra e le loro lotte contro la popolazione romana delle città costiere. Dopo la divisione dell’Impero franco l’Istria passò nell’843 al ragno d’Italia, mentre nel 952 divenne possesso bavarese, nel 976 passò alla Carinzia, ed infine al Patriarcato di Aquileia.

Pirano lottò per avere una propria legislazione e per tentare di liberarsi dall’autorità dei signori feudali, onde poter gestire in piena autonomia i propri traffici e commerci. Fu libero comune nel 1186 e trovò un potente alleato in Venezia, alla quale si assoggettò dal 1283, rimanendole fedele, come tutte le città della costa occidentale istriana, sino al 1797.

La fioritura commerciale ed i traffici con l’entroterra, che portò alle città istriane il legame con Venezia, fece crescere ulteriormente il ruolo delle istituzioni, della cultura e del benessere. Dal sec. XV al sec. XVII però Pirano fu traviata da lotte intestine a carattere sociale tra la nobiltà ed i popolani, che si ribellavano ed esprimevano il loro malcontento per la gestione del patrimonio cittadino, della proprietà delle saline e dei fondi dell’entroterra, esclusivamente da parte della classe nobiliare, nonché rivendicando inoltre maggiori diritti politici.

In Istria si estese anche il protestantesimo, che trovò a Pirano i suoi primi accoliti negli anni ’30 del sec. XVI.

Nel sec. XVII e nel sec. XVIII la società borghese visse a Pirano l’atmosfera dell’umanesimo e del rinascimento, cui illustre esponente nel sec. XVII fu il medico Prospero Petronio. Verso la fine dello stesso secolo (nel 1692) nacque a Pirano il sommo violinista e compositore Giuseppe Tartini, autore di oltre 300 opere musicali, alcune delle quali sono considerate tra le migliori composizioni del sec. XVIII.

La prima dominazione austriaca dal 1797 al 1805 ed il breve periodo di predominio delle autorità francesi nell’ambito del Regno d’Italia (1805 – 1809) e delle Provincie illiriche di Napoleone (1809 – 1813) portarono alla città, oltre ai cambiamenti amministrativi, sociali e politici, anche alcuni interventi urbanistici di entità minore nel tessuto urbano e nell’entroterra.

L’Austria imperiale portò nel sec. XIX a Pirano un periodo di benessere, al quale contribuirono specie le saline, in quanto l’Austria, con la rivitalizzazione della produzione del sale, aumentò sostanzialmente le capacità delle saline di Sicciole, che raggiunsero una produzione annua di circa 40.000 tonnellate.

Un ulteriore contributo allo sviluppo fu fornito dall’apertura della linea ferroviaria a scartamento ridotto Parenzo – Trieste, detta Parenzana, inaugurata nel 1902. Nello stesso periodo iniziò a svilupparsi una delle attività che oggi e’ tra le più importanti della città: il turismo. A Portorose si sviluppò soprattutto il turismo termale e di cura, che portò alla località dal clima mite e piacevole notorietà ed il titolo della migliore stazione di villeggiatura dell’Adriatico orientale.

Dopo la prima guerra mondiale questi territori passarono all’Italia in base al Trattato di Rapallo e, con la venuta al potere del fascismo, sorse in Istria nella popolazione sia dell’entroterra sia delle città costiere il movimento antifascista, che raggiunse il suo apice durante la guerra di liberazione popolare nel periodo dal 1941 al 1945.

Dopo i tragici eventi del primo dopoguerra e l’esodo della maggior parte della popolazione Pirano fu annessa definitivamente alla Jugoslavia e, dalla dissoluzione di quest’ultima nel 1991, fa parte della Repubblica della Slovenia.

Piazza Tartini divenne la piazza centrale della città alla fine del sec. XIII, ma ha assunto l’attuale fisionomia alla fine del sec. XIX, quando fu interrato il porticciolo per creare una vasta area urbana, ai margini della quale si ergono tutte le istituzioni municipali più importanti (il comune, il tribunale ecc.) ed i palazzi dei notabili, tra i quali si e’ conservata nella sua forma originale unicamente la Casa Veneziana. La piazza e’ stata dedicata a Giuseppe Tartini, sommo violinista e compositore (1692 – 1770), a cui Pirano diede i natali.

La città, che già da sola e’ una collezione di sculture e portali, di architettura sacra e profana, ha una peculiarità: la collezione di sculture moderne all’aperto, sita sulla penisola si Sezza, di fronte a Portorose. Il simposio internazionale di scultura “Forma viva”, istituito nel 1961 su iniziativa degli artisti Jakob Savinšek e Janez Lenassi, ospita oggi oltre 200 sculture monumentali, create nell’ambito del tradizionale incontro che le Gallerie costiere di Pirano continuano ad organizzare con successo.

 

http://www.portoroz.si/it/storia-di-pirano

La storia di Piranoultima modifica: 2010-10-26T15:33:44+02:00da mauroriotto
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